Gli Abbate De Castello Orleans

 

 

Breve profilo del conte Federico Abbate de Castello        

a cura del Prof. Roberto Romano – Professore all’Università Federico II di Napoli

 

 

Per tracciare un profilo del conte Federico Abbate de Castello Orléans è utile un breve cenno sulle  origini della Sua Famiglia.

 

La storia della casata è riportata in  un’opera poderosa, il Dizionario feudale degli antichi Stati Sardi e della Lombardia: dall’epoca carolingia ai nostri tempi (774-1909), pubblicato in tre tomi da Francesco Guasco a Pinerolo (1909).

Capostipite fu un Manfredi, conte di Orléans di Francia (pp. 912 e 1003). Che si tratti dell’antica prosapia degli Orléans non v’è dubbio. Prima conti poi duchi. Dal XIV secolo il titolo di duca di Orléans fu strettamente associato con la casa reale di Francia. Dal XVII secolo il titolo fu portato dalla branca della dinastia di Borbone che diventò la casa regnante di Francia nella persona del re Luigi Filippo (1830-1848) .

Manfredi d’Orléans ricevette nell’ 834 dall’imperatore Lotario I  il borgo di Dorno (contea di Lomello). Attorno all’845, il figlio Alberico fu primo conte di Milano e del Seprio. La dinastia continuò in linea diretta: Manfredo, nato nel 910, conte di Milano, marchese di Lombardia, conte di Lodi e del Sacro Palazzo; Aimone, attorno al 942, fu conte di Vercelli e signore di Besozzo; Manfredo, signore di Ponderano e di Cavaglià, fu anche conte di Vercelli (sotto l’imperatore Ottone III ); Uberto (circa 1030), fu conte di Stazzona, signore di Mosezzo e di Castel Sant’Angelo (Castello); Ardizzone, conte de Castello (circa 1069), fu nominato dal re Michele, sovrano degli Sclavoni , conte Palatino e gran cavaliere .

Nel 1585 Federico Abbate sposò Maria Gomez de Silva. Dalla loro unione nacque Manfredi di Mosezzo , che sposò Juana de Ajerbe: furono i genitori di Guglielmo Abbate (1635). A lui vennero riconosciuti dal re di Spagna Carlo II (1665-1700) vari privilegi. Filippo V di Spagna (1700-1746), nel 1709 riconobbe a don Guglielmo Abbate l’uso tradizionale delle armi di Famiglia: azzurro a tre gigli di Francia, in oro, capo un labello di rosso in campo d’argento, partendo lo scudo, sulla sinistra di chi guarda; sulla destra ponesi d’azzurro al palo d’argento, col capo simile al precedente. Motto: “fugat  et fovet” (mette in fuga e presidia).

Continuatore della dinastia fu Uberto di Mosezzo (1679) che sposò Maria Vitolo e morì nel 1746. Fu cavaliere del Sacro Imperiale Ordine Costantiniano Nemagnico di Santo Stefano (1700) dei principi Capone Nemanja Paleologo. Il figlio, Gerardo Abbate (1707), sposò Maddalena Campolongo e morì nel 1773.

Dall’unione nacque Vincenzo Abbate (1738), che sposò Rosaria Musitano e morì nel 1796. Fu insignito, dalla Imperiale e Reale Casata degli Angelo Comneno di Tessaglia , del titolo di Protospatario  della Sacra Milizia Angelica della Croce di Costantino il Grande.

Il figlio, Nicola Abbate, nato nel 1762 e coniugato con Maria Fasanella, fu insignito, sempre dalla Imperiale e Reale Casata degli Angelo Comneno di Tessaglia, della dignità di Barangio .

Don Nicola Abbate visse gli anni difficili della Rivoluzione del 1799, poi il Regno di Giuseppe Bonaparte e del suo successore, il maresciallo di Francia Gioacchino Murat.

Il re Gioacchino lo apprezzò personalmente, come colonnello del suo esercito e ne promosse la nomina a barone dell’Impero dopo la vittoriosa battaglia di Wagram (1809).  Ufficiale di cavalleria, partecipò alla campagna di Russia (1812), poi alla campagna di Sassonia (1813): fu nominato così Generale. Seguì le sorti del re francese fino alla sua caduta. Dopo la fine del periodo murattiano scelse l’esilio. Morì nel 1839.

Fu alquanto difficile per il figlio Francesco Abbate (nato nel 1798) riprendere i rapporti con la corte borbonica dopo la restaurazione. Ma Ferdinando II di Borbone, una volta consolidato il trono, lo prese a benvolere e lo nominò gentiluomo di camera (1845).

Anche il figlio di Francesco, don Vincenzo Abbate senior, il rifondatore dell’Ordine, fu un leale servitore della casata borbonica.

Durante la campagna di Sicilia del 1849 si segnalò, don Vincenzo Abbate, signore di Pignola in Basilicata, come  sottotenente di un battaglione di Reali Cacciatori.

Nel 1859 fu eletto, con carica ereditaria, Gran Maestro dell’Ordine Militare del Santissimo Salvatore e di S. Brigida di Svezia; nel 1860 per i suoi meriti verso la corona fu creato conte da Francesco II.

Il primo figlio nato dalla sua unione con Marianna Paciello fu Francesco (1856) che successivamente ereditò titolo e Magistero, il secondo figlio Gerardo.

Francesco, non sposato e senza prole, crebbe, con l’ausilio delle Sue due sorelle nubili, il figlio primogenito del fratello Gerardo, Vincenzo (1907)  futuro conte e  3° Gran Maestro dell’Ordine del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia.

Il conte Vincenzo junior ebbe come primogenito Federico (1947) attuale conte e Principe Gran Maestro.

 

Il conte Federico Abbate de Castello Orléans nasce a Napoli il 1947, figlio primogenito del conte Vincenzo e della N.D. Anna Montella.

Segue gli studi elementari, medi e superiori a Napoli e dopo aver conseguito la maturità  a pieni voti, accede nel 1964, dopo aver superato il concorso, in Aeronautica Militare, seguendo le orme dei Suoi Avi che hanno sempre intrapreso due sole vie: giustizia e difesa.

Si iscrive  alla Facoltà di Economia e Commercio di Napoli seguendo, però,  gli studi in modo discontinuo a causa degli impegni lavorativi e familiari.

Nel 1969, viene nominato Commendatore di Giustizia dell’Ordine Militare di S. Brigida.

Nello stesso anno contrae  matrimonio con la contessa Laura Mancinelli (dama di Giustizia allora e di Gran Croce oggi, ndr), insegnante di ruolo, discendente diretta dei grandi Pittori dell’ottocento Giuseppe e Gustavo Mancinelli.

Dal loro matrimonio nascono nel 1970 la figlia Arianna, attualmente funzionaria del Ministero della Giustizia e nel 1971 il figlio Luca Giuseppe, prossimo Gran Maestro ed attuale Luogotenente Generale e Vicario dell’Ordine, anch’egli Ufficiale dell’Aeronautica Militare in SPE.

Nel 1974 il conte Federico, come da Statuto, al compimento del 27esimo anno di età, viene promosso al grado di Balì Gran Croce di Giustizia e Luogotenente Generale oltre che Vicario del Magistero.

In tale veste e su delega scritta sostituisce in varie occasioni il Gran Maestro presiedendo nel settembre del 1974  a Padova una cerimonia d’investitura di nuovi confratelli.

Il conte Federico Abbate, quale Ufficiale dell’A.M., ha ricoperto  vari incarichi sia in campo Nazionale che in ambito N.A.T.O. conseguendo sempre brillantissimi risultati che gli hanno consentito di ricevere elogi, encomi, ed attestati. Frequenta, classificandosi sempre tra i primi, vari Corsi e Scuole  di qualificazione e specializzazione.

Le benemerenze ricevute che più gli piace ricordare sonola Medaglia Maurizianae quella di lungo Comando frutto di 40 anni di estenuante ma amato lavoro.

Il conte Abbate ha svolto per circa tre anni  l’incarico di Insegnante di Matematica e Fisica pressola ScuolaMaresciallidi Caserta. Trasferito ad altro Reparto ha ricoperto incarichi di Ufficiale Tecnico prima e di Ufficiale al Comando dopo.

Per moltissimi anni ha ricoperto l’incarico di Comandante della Difesa di un Reparto e poi quello di Capo del Gruppo Logistico dello stesso Reparto.

Per i suoi meriti gli sono state conferite onorificenze italiane ed estere.

Il 26 dicembre del 1974, causa l’improvvisa e dolorosa dipartita del padre, conte Vincenzo jr. eredita sia il titolo comitale che il Gran Magistero.

Diventa inoltre Commendatore ereditario del Sacro Imperiale Ordine Costantiniano Nemagnico di Santo Stefano, rilasciato dal Luogotenente Pietro Calà Ulloa al Suo Avo, conte Vincenzo Abbate de Castello senior il 5 Marzo 1878.

Agli inizi del1975 inconsiderazione dei suoi impegni quale militare in servizio permanente effettivo e dei continui viaggi di servizio decise di nominare un  Reggente ( a vita ) che lo sostituisse in tutta l’Amministrazione e Direzione dell’Ordine conservando il Gran Magistero onorario e la ereditarietà del Magistero stesso a norma dell’art. 31 dello Statuto; scelse per tale alta funzione l’ultimo Segretario del Padre conte Vincenzo, l’Avv. Mario Costantini che restò in carica fino alla Sua morte avvenuta il 17 dicembre 2008.

Il conte Col. Federico Abbate è stato  posto in congedo nel 2004 dopo circa 40 anni di servizio.

Dalla morte del Reggente ha riassunto la carica effettiva di Principe e Generale Gran Maestro dell’Ordine Militare di S. Brigida di Svezia.  Carica che svolge con passione, abnegazione e decisione avvalendosi del contributo di vari Confratelli da Egli personalmente scelti.

            La fede, la trasparenza, la moralità e massimamente la carità sono i cardini del Suo Magistero che trasmette a tutti i Confratelli dell’Ordine.

Con queste premesse è passato alla riorganizzazione capillare delle cariche e delle nuove ammissioni nell’Ordine ( due commissioni miste, laici ed ecclesiastici, valutano curriculum,  requisiti e moralità dei candidati); tra i primi atti ha, sentito il Consiglio, riformulato lo Statuto abolendo, di fatto, l’uso dell’uniforme ritenuta non più adeguata ai tempi; ha lasciato, però, inalterata la struttura di base, i contenuti e la spiritualità dello stesso.  Ha nominato quale Gran Priore S. Ecc. Mons. Bruno Schettino – Arcivescovo di Capua, ha accolto nell’Ordinela Badessa Generale dell’Ordine delle Suore Brigidine, Madre Tekla Famiglietti, l’Arcivescovo di Nola, S. E. Mons. Beniamino Depalma, il Rev.mo Padre Francesco Petrillo, Rettore Generale dell’Ordine della Madre di Dio, e poi il Vescovo di Ischia, S.E. Mons. Filippo Strofaldi.

Molteplici attività benefiche e di propaganda sono state effettuate e saranno ampliate sempre più sotto la Sua vigile attenzione e direzione