Storia

L’Ordine  fu  fondato da Santa Brigida, nata a Finstad in Svezia nel 1303 da una famiglia aristocratica e molto religiosa; madre di otto figli, fu impegnata nella vita familiare e fu oggetto di straordinarie visioni e rivelazioni.
Gesù stesso le apparve in diverse occasioni e le consegnò dei messaggi che Brigida trascrisse fedelmente; si dedicò con il marito ad opere di carità, fondando un piccolo ospedale
Alla morte del suo sposo, Brigida iniziò una vita di ascesi dedicandosi  completamente a Dio.
Il Signore le affidò una nuova missione e la guidò per mano  con una serie di grazie mistiche straordinarie.
Nel 1366 fonda l’Ordine Equestre del SS. Salvatore.
Lasciata la Svezia, nel 1369,  Brigida si recò a Roma, sede del papato, dove poté ampliare ancora di più i suoi orizzonti spirituali e nel 1370  Papa Urbano V approva sia l’Ordine Monastico che quello Militare.
“Animosa e spronante S. Brigida in diverse pagine delle  Rivelationes ( l’opera nella quale sono raccolte le sue ammonizioni ed ispirazioni di vita e spiritualità quali essa assicura di avere devotamente ricevute da parte divina), rivolge moniti e critiche benefiche ai vari Ordini allora esistenti quasi a preparare gli animi alla necessità dell’istituzione di una nuova Milizia. Si perviene così all’istituzione della Nova Milizia del nuovo Ordine, di cui S. Brigida parla nel Liber Octavus delle Rivelationes, in quello che è considerato il testamento politico della Santa. Nel suo libro lo qualifica come “vero” Ordine, nel modo quindi più autentico e sublime, indicando un’istituzione ispirata direttamente dall’Altissimo, e che la Santa principessa di Svezia, elevata mistica cristocentrica, non poteva se non denominare al pari dell’altro Ordine monastico da Lei fondato, del Santissimo Salvatore”
L’origine  della storia dell’Ordine Militare di S. Brigida   è documentata in moltissimi testi medioevali  conservati in molte biblioteche tra cui quelle svedesi.
Per la vita, le opere e le visoni di S. Brigida si rimanda alla lettura delle riviste dell’Ordine: “ I Cavalieri di S. Brigida” e “ Birgittiana” edita anche con il contributo del Ministero dei beni Culturali.
La Croce dell’Ordine venne disegnata dalla stessa Santa  così come l’antica uniforme entrambe documentate  in numerosi testi e stampe dell’epoca.  (in allegato)
Le regole dettate da S. Brigida ai suoi Cavalieri furono e sono regole di pace, amore, fratellanza e di disponibilità verso i bisognosi; tra i compiti degli antichi Cavalieri quello di seppellire i morti in Terra Santa, aiutare le vedove e gli orfani, soccorrere tutte le persone sofferenti ed indigenti.

Nello studio delle Revelationes leggiamo che Gesù dice a Brigida dei Cavalieri del tempo: Le armi dei Cavalieri del SS. Salvatore volute dalla Santa erano “armi di luce” e quindi di pace, speranza e carità ed è con queste regole e principi che l’Ordine esistette per molti anni  per poi essere caduto in oblio.
Durante il Regno dei Borboni, Ferdinando II e la moglie ( imparentati con il Granduca di Toscana protettore dei fedeli Brigidini) furono molto devoti a S. Brigida ed alla sua Chiesa che  fecero tornare in auge con la loro fede ed assidua presenza. Disposero molti restauri  della storica e bellissima Cattedrale alla Santa dedicata e che pochissimo distava dal palazzo reale (1852-1857); Ferdinando II amava così tanto quella basilica che ordinò l’abbattimento di 2 piani di un edificio adiacente (arch. Federico Bausan) perché da quell’altezza si poteva spingere lo sguardo fin dentro la Chiesa.  Questa fede e culto in S. Brigida erano propri di molti nobili vicini al Re compreso suo figlio Francesco ed il suo amico barone Vincenzo Abbate.
Il  culto e la fede dei Borboni per l’Addolorata e S. Brigida fu il motivo principe  dell’autorizzazione concessa da Francesco II  al suddito fedele ed amico, Vincenzo Abbate de Castello, per la  restaurazione dell’Ordine Militare di S. Brigida nel 1859. La causa e la scintilla furono il miracolo e la grazia che S. Brigida compì nel salvare il figlio primogenito Francesco del barone Abbate da morte certa (l’avvenimento è riportato nei testi del Fenicia e del Bisogni).
Il culto di S. Brigida a Napoli ed in Campania è, dai Borboni in poi, molto sentito perché forse pochi sanno che la Santa  soggiornò nella meravigliosa città partenopea per molti anni.
Come si diceva innanzi, l’Ordine per alcuni secoli, come quasi tutti gli Ordini equestri, fu quasi dimenticato, quando nel 1859, il barone Vincenzo Abbate de Castello Orléans, a seguito di un miracolo ricevuto dalla Santa, nella sua villetta di Capua, assieme ad altri nobili riorganizzò, spinto da S.M. il Re Francesco II, l’Ordine, ed egli stesso fu eletto, con carica ereditaria, Principe e Generale Gran Maestro.
L’Ordine ottenuta l’approvazione di Francesco II (divenuto ormai Re) e del Cardinale Giuseppe Cosenza, Arcivescovo di Capua, inizia la sua vita con regolari e frequenti riunioni.
Il Fenicia nel suo libro  “ La Sacra e nobile Milizia del SS. Salvatore o di  Santa Brigida di Svezia ” del 1862 elenca tutti i nobili che parteciparono e furono eletti a diverse cariche ereditarie: Principe Tocco, Principe Ruffo, Principe Pierangeli Comneno, Principe di Sanseverino ed altri, Gran Priore fu eletto il Cardinale Cosenza.

Voi non sacrificate la vostra vita per la verità e la giustizia, ma la immolate per cupidigia, in guerre determinate da sete di grandezza, così facendo sull’anima vostra vi attirate una eterna rampogna e per compenso altro non ricevete che vuote parole!”.

Da queste parole nasce l’istituzione di un nuovo Ordine di veri Milites, chiamati da Gesù “miei amici”, ai quali, per bocca di Brigida, rivolgeva queste parole:

“I cavalieri recano le Mie armi, devono essere pronti a dare la vita per la Giustizia, a versare il loro sangue per la Fede santa, a difendere con giustizia i poveri e a umiliare i malvagi … Non quindi favorire superbia, cupidigia e invidia a seguito di suggerimenti satanici, ma vivere in modo conforme ai Miei Comandamenti, al fine di ottenere eterna gioia”.

Elenco completo dei nobili che furono artefici della restaurazione dell’Ordine nel 1859 desunti dagli atti notarili, dai libri del Comm. Fenicia del  1862 e del Marchese Bisogni del 1950.
1. Principe Francesco de Tocci, Despota di Romania, Artha e Zante ecc.
2. Principe Pignatello
3. Principe Gaspare Pietro Pierangeli o Angelo Flavio Comneno
4. Principe Ruffo
5. Patrizio Coppola
6. Principe Carrafa
7. Nobile Guindazzo
8. Barone di Trentanova
9. Conte Caracciolo
10. Principe Filomarino
11. Principe di Sanseverino
12. Principe Angelis di Bitetto
13. Duca Alliata di Saponara
14. Marchese di Altavilla
15. Marchese Beccadelli di Bologna
16. Duca di Adragna
17. Barone Galluppi
18. Barone di Pancaldo
19. Principe di Paternò Moncada
20. Principe di Monteforte e Soria
21. Barone di Raimone Palizzolo Gravina
22. Principe di Spadafora
23. Marchese Policastrello
24. Marchese de Rahno
25. Conte Statella
26. Marchese Cavalcanti
27. Marchese Bisogni
28. Conte Capogrossi-Guarna
e poi ancora un: Brancaccio, Viceconte, Falconaro, De Lucilis, Dell’Abbadessa, Tempesta, Torello, de Liguoro, Filangieri, Cioffi, Stella, de Madio, De Angelis di Altamura, Altimari di Catanzaro ed altri Nobili e Signori.
Nella terza adunata furono fissate le Regole e gli scopi, nella quarta fu scelta l’arma che è quella dell’Antica Milizia e cioè una croce ad otto punte di colore azzurro con una lingua di fuoco, simbolo dell’amore divino, guizzante dal braccio inferiore.
Finiti i lavori furono approvati l’8 ottobre 1859 dell’Eminentissimo Cardinale Giuseppe Cosenza, Arcivescovo di Capua .
Esiste un antico dipinto raffigurante il Cardinale Cosenza con sotto riportato l’avvenimento.
L’Ordine svolgeva le sue funzioni almeno 2 volte l’anno e cioè nel giorno della purificazione di Maria Vergine e nel giorno della nascita di Santa Brigida, Patrona principale dell’Ordine.
Tratto dal libro del marchese Bisogni:
“ Nel 1860 gli eventi politici cominciarono a premere e a battere alle porte del Regno delle due Sicilie.  La minaccia di Garibaldi si fece più imminente e così don Vincenzo Abbate fu invitato dal Re Francesco, che fin da quando era Principe Ereditario lo onorava della sua amicizia, a riprendere il suo posto nell’esercito per partecipare alla difesa del Trono. Il fedele don Vincenzo seguì il suo Re nella buona e cattiva sorte, comportandosi da eroe nel 1860 durante l’assedio di Gaeta.
Per tale valoroso comportamento venne creato conte, anche in vista della sua generosa nobiltà di origine e delle benemerenze acquisite dalla famiglia Abbate de Castello, anche nel passato.
Le vicende del Regno delle due Sicilie e le persecuzioni a cui furono fatti segno i pochi fedeli di re Francesco costrinsero il Conte Vincenzo a vivere riservatissimo e, purtroppo, in non facili condizioni economiche. Malgrado ciò egli fece continuare a vivere l’Ordine tenendo almeno due adunanze l’anno. “
Le riunioni divennero meno frequenti solo allorquando il conte Vincenzo si ammalò e morì nel 1902 circondato sul letto di morte dai suoi figli: Francesco, Gerardo, Maria Luisa e Michela, confortato dalla benedizione del Santo Padre, dall’Arcivescovo di Napoli e di quello di Capua e rallegrato dalla presenza di numerosi Cavalieri che gli erano rimasti fedeli.
La morte del conte Vincenzo Abbate segnò purtroppo anche una stasi del Sodalizio Bricciano. Ne era scomparso l’animatore e il vivificatore.
Il successore di Vincenzo senior, cioè il figlio Francesco, lo stesso miracolato da S. Brigida, per motivi personali e professionali si interessò poco alla conduzione dell’Ordine.
L’Ordine, quindi , come molti altri, subì un periodo di stasi durante le due grandi guerre ed il fascismo.

Nel 1929 morì Gerardo, fratello minore del conte Francesco che  avendo anch’egli un’età avanzata per il tempo, e non avendo figli, ed essendo il suo nipote Vincenzo, figlio di Gerardo, che erediterà il titolo di conte e la carica di Gran Maestro dell’Ordine Militare del SS. Salvatore di S. Brigida di Svezia, molto giovane, decise di depositare gli atti familiari e quelli dell’Ordine presso un Notaio per lasciarne    traccia documentale, e optò per l’Avv. Attilio Marino iscritto presso il Collegio Notarile di Napoli. (in allegato la copia degli atti)
Nel 1941 il conte Vincenzo Abbate de Castello junior ereditò (come già scritto) titolo e carica e con dedizione totale, sacrificando la sua salute ed il suo patrimonio personale, riportò l’Ordine agli antichi splendori; vennero accolti numerosi Capi di Stato, Cardinali, Vescovi e molta nobiltà   oltre moltissime personalità emergenti in vari campi culturali ed artistici.                               L’Ordine si espanse  in tutto il mondo e ricevette il patronato di vari stati che, tra l’altro, conferirono altissime onorificenze al Gran Maestro ed all’Ordine di S. Brigida di Svezia.
Nel 1959, su istanza del Ministero degli Esteri, la Corte Suprema di Cassazione riconosce  l’Ordine come  “Ordine non Nazionale” con le stesse prerogative  dell’Ordine di Malta.
Molti Eminentissimi Cardinali aderiscono  all’Ordine ed alcuni  ne diventano Gran Priori. E’doveroso ricordare alcuni di essi :  Card. Corrado Ursi, il Card Ottaviani, Card. Francesco Marmaggi, Card. Giuseppe Bruno, Card. Giulio Saliege, Card. Carlo Mac Guigan, Card. P. Michele Browne,  Card. Jaime de Barros Camera. Card. Luis Jaime Copello, card. Garibi Rivera, Card. Alessandro Verde. Card. A. Lorscheider e tantissimi altri (circa cento che saranno riportati in ordine cronologico in apposito spazio)
Tra i Vescovi, alcuni anche Priori dell’Ordine, ricordiamo con affetto S.E. Mons Reginaldo Addazzi, S.E. Donato Pafundi , S.E. Pietro Zuccarino., S.E. Mons. Salvatore Baccarini, S.E. Giuseppe Philippe, S.E. Mons. Ettore Baranzini, S.E. Mons. Federico Manuel, S.E. Mons. Giuseppe Palatucci , Mons. Francesco Orlando, Mons. Matteo Guido Sparandeo, Mons. Raffaello delle nocche, Mons. Manuel Pio Lopez Estrada, Mons. Domenico Petroni, Mons. Lorenzo Gargiulo, Mons. Giuseppe della Cioppa
S. Ecc. Mons. Francesco Zerrillo
(seguirà in apposito spazio l’elenco completo in ordine cronologico).
Riportiamo le belle, attuali e commoventi parole di S. Em. Il Card. Corrado Ursi:
Benedico quanti, uniti nell’Ordine Cavalleresco del SS. Salvatore e S. Brigida, penetrano a fondo il senso della Chiesa e si fanno araldi dei valori cristiani, irradiano la Verità e la Grazia Divina, difendono i poveri, elevano gli umili, testimoniano il Vangelo con la vita.

Card. Corrado Ursi
Arcivescovo di Napoli

Sua Santità PAOLO VI nella Sua visita a Napoli ricevette i Cavalieri di S. Brigida  ed ebbe bellissime parole per tutti quelli che operavano in nome di Cristo per la pace e la diffusione della Fede (foto in galleria fotografica).
All’improvvisa morte del conte Vincenzo Abbate de Castello junior, avvenuta il 26 dicembre del 1974, gli succedette, nella carica e nel titolo, il proprio figlio Federico Abbate de Castello, che essendo impegnato quale Ufficiale in s.p.e., nominò  Reggente dell’Ordine Militare di S. Brigida l’avv. Mario Costantini che è restato in carica fino alla sua morte avvenuta nel dicembre del 2008.
Durante questi anni l’Ordine ha continuato ad operare con assiduità accogliendo molti altri confratelli che sono stati “ricevuti” con solenni cerimonie, e le professioni di fede sempre  raccolte dagli  Eminentissimi Cardinali ed Ecc.mi Vescovi  della Chiesa Cattolica.
Dal 2009 riassume la carica di Principe e Generale Gran Maestro il conte Federico Abbate de Castello che come primo doveroso atto ha, il 3 novembre 2009 nella storica e bellissima Chiesa di S. Brigida in Napoli, fatto celebrare una funzione in memoria dei Confratelli defunti. Ha officiato il Cappellano e guida spirituale Padre Raffaele Tosto.
Tutti i Confratelli partecipanti hanno rinnovato nelle mani di Padre Tosto la loro Professione di Fede.

In 150 anni di storia documentata l’Ordine accoglie migliaia di Confratelli in tutte le parti del mondo ma tutti rigorosamente selezionati per la loro fede, moralità, carità, disponibilità verso i bisognosi.

Le poste italiane in occasione di alcune cerimonie d’investitura hanno dedicato  annulli speciali alcuni dei quali sono riportati nella galleria fotografica.
Molte lapidi a ricordo vengono poste nei luoghi sacri dove S. Brigida ha soggiornato oppure solo sostato o pregato.
Una costante opera caritatevole viene svolta sempre su indicazione precisa degli ecclesiastici dell’Ordine.

Un piccolo elenco di alcune delle tantissime onorificenze di cui sono stati e sono insigniti i Gran Maestri della famiglia Abbate de Castello Orléans.

– Gran Collare della Repubblica del Guatemala
– Gran Croce della Corona d’Italia
– Gran Croce Repubblica Argentina
– Gran Croce Repubblica Cilena
– GranCollare Repubblica Ecuador

– Gran Croce Repubblica di Haiti
– Gran Croce Repubblica del Nicaragua
– Grande Ufficiale repubblica Costa d’Avorio
– Grande Ufficiale Principato di Andorra
– Grande Ufficiale San Maurizio e Lazzaro
– Commendatore ereditario del Sacro Imperiale Ordine Costantiniano Nemagnico di S. Stefano a firma di Pietro Calà Ulloa, duca di Lauria e primo ministro di Francesco II di Borbone
– Col. On. Carabinieri del Cile
– Commendatore Repubblica del Cile
– Cavaliere al merito Repubblica Italiana

-Cavaliere Sovrano Militare Ordine di Malta
– Medaglia Mauriziana
– Croce lungo Comando
– Croce d’oro per anzianità servizio militare
– Etc. etc.

Elenco Gran Maestri dalla ricostituzione avvenuta nel 1859

Conte Vincenzo Abbate de Castello senior   1859 – 1901  (42 anni)

Conte Francesco Abbate de Castello  1902 – 1941  (41 anni)

Conte Vincenzo Abbate de Castello  1942 – 1974 (33 anni)

Conte Federico Abbate de Castello  1974 (nomina un Reggente)

Avv. Mario Costantini  (G.M. Reggente) 1975 – 2008   (34 anni)

Conte Federico Abbate de Castello –  attuale Gran Maestro
——————————————————————————————-
L’Ordine è stato riconosciuto, su istanza del Ministero degli Esteri, con sentenza della Corte Suprema di Cassazione quale “ Ordine ereditario e non nazionale”“Corte di Cassazione sentenza nr 1624 reg. gen. nr 24430/58 24 settembre 1959”

(alcuni passaggi significativi)

” Ed invero risultano acquisiti i seguenti elementi:

a) carattere ereditario dell’Ordine di S. Brigida di Svezia (fondato nel 1370 ed approvato da Papa Urbano V) riordinato nel 1859 dal conte Vincenzo Abbate senior e pervenuto iure sanguinis all’attuale conte Vincenzo, nipote ex  patre del conte Abbate predetto;

b) precedenti storici circa l’esistenza e la effettiva attività benefica dell’Ordine in pieno svolgimento nel Regno delle due Sicilie (pubblicazione del Fenicia esistente nella Biblioteca Nazionale di Napoli);……….
(ed ancora)
“Vera conferma di ciò si ha rilevando che l’Ordine di Malta ha ugualmente carattere non nazionale non in vista di un particolare carattere di ente di diritto pubblico internazionale – che neppure possiede – ma proprio in considerazione delle sue tradizioni, delle sue origini insigni e della sua espansione in rapporto al suo carattere internazionale. Per quanto in campo più ridotto, le stesse prerogative vanno riconosciute all’Ordine di Santa Brigida di Svezia. “

Massimario Penale della Suprema Corte di Cassazione 1 -16 febbraio 1960 anno XII fascicolo 3-4 pag 66 nr 157

Agli effetti della legge 3-3-1951 nr 178, circa i limiti di leicità del conferimento, dell’accettazione e dell’uso degli ordini cavallereschi, “l’Ordine Militare di S. Brigida di Svezia, deve considerarsi Ordine NON NAZIONALE”